La

mia

spesa

per

la

Pace

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10/2/2006

Ricevono questo comunicato 1459 persone in tutta Italia.
Hanno aderito alla Campagna "La mia spesa per la Pace" 
3157 persone di 589 e 105 gruppi di sostegno locale.

CHI COMPRA VOTA
Votate ogni volta che fate la spesa,
ogni volta che schiacciate il telecomando,
ogni volta che andate in banca
sono voti che date al sistema.

(Alex Zanotelli, missionario)

 

Per l'8 marzo 2006

"Le donne dicono NO alla guerra!"

Obiettivo 100.000 adesioni all'appello entro l'8 marzo 2006

Non perdere l'occasione per far sentire la tua voce, firma anche tu l'Appello oggi stesso all'indirizzo www.womensaynotowar.org e fai conoscere la campagna a tutte le tue amiche e i tuoi amici.

Carissimo/a aderente,

La campagna "La mia spesa per la Pace" sta seguendo l'evoluzione di "Women Say No To War!". Sul sito www.lamiaspesaperlapace.it viene pubblicato giornalmente l'andamento delle adesioni totali ( che ad oggi sono oltre 35.000) e il numero di aderenti dall'Italia!

Nella giornata di ieri, 9 febbraio, si è registrato un picco strepitoso con oltre 1600 adesioni all'appello lanciato dall'associazione di donne statunitensi CODEPINK per la Pace in Irak.

Anche l'andamento delle adesioni dall'Italia è decisamente migliorato con una media di circa 30 adesioni al giorno e picchi vicino a 100.

Dopo il nostro rilancio dell'appello in Italia abbiamo scritto a Codepink per informare della cosa le donne promotrici; ecco la loro risposta:

Carissimi,

lo spazio sul sito è semplicemente strabiliante. Grazie, grazie di cuore per aver dato una voce così bella e visibile a questa campagna.
Sappiamo che altri gruppi italiani per la pace hanno deciso di organizzare manifestazioni locali. Spero di vedere anche voi marciare in nome della Pace e della creazione di una società civile globale capace di far rispettare la propria volontà.
 
A presto

La campagna dunque continua: l'8 Marzo le firme saranno consegnate alle ambasciate, ai consolati, agli uffici federali statunitensi, in tutto il mondo.

Trovi sotto il testo completo dell'Appello "Le donne dicono NO alla guerra!".

Ti ringraziamo e ti invitiamo a fare il passaparola.

Alla prossima.

 

Diventa il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo
(Mohandas Karamchand Gandhi)
 

Vedi gli altri comunicati della Campagna ...

Campagna "La mia spesa per la Pace"

info@lamiaspesaperlapace.it
www.lamiaspesaperlapace.it
Tel. e fax 029024617

Appello delle Donne per la Pace

(Lanciato da Codepink in occasione dell'8 marzo 2006 - www.womensaynotowar.org)

Le donne dicono NO alla guerra!

Noi, donne staunitensi, irachene e del mondo intero, non possiamo piú sopportare questa insulsa Guerra in Irak e i crudeli attacchi ai civili che si compiono intorno al mondo. Abbiamo già sepolto troppi cari. Abbiamo già visto troppe esistenze dilaniate da ferite fisiche e psicologiche. Abbiamo assistito con orrore all'utilizzo smisurato delle nostre preziose risorse per scopi militari, mentre quelle destinate ai bisogni delle nostre famiglie, come la protezione, l'educazione, il cibo e la salute, restano inadeguate. Non possiamo più sopportare di vivere in costante paura e violenza, osservando il crescere di questo cancro di odio e intolleranza che si infiltra nelle nostre case.

Questo non é il mondo che vogliamo, né per noi, né per i nostri figli. Con il fuoco nei nostri ventri e amore nei nostri cuori, noi donne cresciamo e ci uniamo oltre i confini per chiedere la fine di questo massacro e distruzione.

Abbiamo osservato come l'occupazione straniera dell'Irak abbia infiammato un movimento armato di contrasto, dando inizio ad una spirale di violenze. Siamo convinte sia giunto il momento di passare da un modello militare ad uno di risoluzione del conflitto, che rispetti i seguenti principi:

Il ritiro immediato delle truppe e dei combattenti stranieri dall'Irak,
negoziazioni per reintegrare gli iracheni privati dei loro diritti civili, nel pieno rispetto della società irachena,
una completa partecipazione delle donne durante il processo di pace e un accordo sul pieno rispetto delle pari opportunità nel dopo guerra iracheno,
un accordo di rinuncia di insediamento di basi militari straniere in Irak,
pieno controllo e gestione irachena in materia di petrolio ed altre risorse,
abrogazione delle leggi di privatizzazione e liberalizzazione imposte sotto occupazione, permettendo al legittimo governo iracheno di impiantare la propria strategia economica,
una ricostruzione massiccia che accordi la priorità agli appaltatori iracheni, e basata sulle risorse finanziarie dei paesi responsabili dell'invasione ed occupazione dell'Irak,
la composizione di una forza internazionale temporanea di peacekeeping, concretamente multilaterale e con l'esclusione delle truppe provenienti dai paesi che hanno partecipato all'occupazione.

Per incrementare questo processo di pace stiamo creando un massiccio movimento di donne attraverso le generazioni, le razze, le etnie, le religioni, le frontiere e le ideologie politiche. Insieme faremo pressione sui nostri governi, sulle Nazioni Unite, sulla Lega Araba, sui Vincitori del Premio Nobel per la Pace, sui capi religiosi e di altre comunità internazionali, per spingerli a favorire una soluzione politica del conflitto.

In questa epoca di fondamentalismi divergenti, richiamiamo i leader mondiali ad unirsi a noi nella diffusione dei valori fondamentali di amore per la famiglia umana e per il nostro prezioso pianeta.

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