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La mia spesa per la Pace
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5/12/2006
Ricevono
questo comunicato 1813
persone in tutta
Italia.
Hanno
aderito alla Campagna
"La mia spesa per la Pace"
3569
persone di
732
Comuni
e
138
gruppi di sostegno locale
CHI
COMPRA VOTA Carissimo/a aderente, la Campagna "La mia spesa per la Pace" saluta con soddisfazione il completamento del ritiro delle truppe italiane in Iraq, avvenuto sabato 2 dicembre. Si tratta però di una triste soddisfazione: avremmo voluto che a quella guerra, conformemente all'orientamento della maggioranza della popolazione italiana, il nostro paese non partecipasse affatto. Anzi avremmo voluto evitare del tutto una guerra basata sulla menzogna e su un concetto assai pericoloso: l'idea di "guerra preventiva"; infatti, se si vuole dire il vero, dire "guerra preventiva" significa dire "guerra di attacco", ossia guerra fatta e finita, condotta per perseguire i propri interessi, gli interessi dei più forti militarmente. Per fortuna, anche con le recenti elezioni negli Stati Uniti d'America, paese il cui governo più degli altri ha recentemente sostenuto tesi bellicistiche, si è profilato un apprezzabile cambio di rotta, confermato dalle dimissioni prima di Donald Rumsfeld (segretario della Difesa) e poi di John Bolton (rappresentante permanente degli Usa alle Nazioni Unite). Ma non basta. Da una parte occorre ribadire con forza il ripudio della guerra per la risoluzione dei conflitti internazionali, come espresso dalla nostra Costituzione e, a livello internazionale, nel documento finale del summit ONU del settembre 2005 (disponibile sul sito http://www.un.org/summit2005/), sul tema dell’uso della forza, e in particolare sulla questione della legalità della guerra preventiva nel quale si afferma:
Dall'altra va riconosciuto il disastro provocato in Iraq dall'intervento armato. La campagna "La mia spesa per la Pace" aderisce quindi all'appello per un impegno italiano per una giusta soluzione del conflitto lanciato dal movimento pacifista (si veda sotto). Rimarchiamo però che il problema non è solo il fallimento sul piano militare: la guerra in Iraq era e rimane condannabile soprattutto perchè "illegale" e "immorale". L'idea di guerra preventiva deve essere rigettata: alla società civile il compito di mantenere alta l'attenzione su questo tema per fare in modo che dai primi timidi segnali si passi ad una decisione convinta e condivisa. Ti ringraziamo e ti invitiamo a fare il passaparola.
Alla prossima.
Diventa
il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo
(Mohandas Karamchand Gandhi) Vedi gli altri comunicati della Campagna ... Campagna "La mia spesa per la Pace"
info@lamiaspesaperlapace.it
www.lamiaspesaperlapace.it Tel. e fax 029024617 _______________________________________________________________________ 2 dicembre 2006 - Appello per l'Iraq Oggi gli ultimi soldati italiani lasceranno l’Iraq. Un fatto positivo, importante. Una bruttisima pagina della storia italiana è stata voltata. E' un successo dell'impegno di tante donne, uomini, giovani, movimenti, associazioni, enti locali, che si sono battuti contro una guerra che non si doveva fare. A questo importante passo deve però seguire subito
una forte iniziativa politica del nostro paese per non abbandonare
l'Iraq e gli iracheni agli orrori di una guerra senza fine.
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